PRU Palmarola-Selva Candida

Scritto da Ida on . Postato in Selva Candida

Con la delibera n. 15 dell’11 gennaio 2001 il Comune di Roma adotta il Piano di Recupero Urbano Palmarola-Selva Candida realizzato grazie all'art. 11 del decreto legge n. 398 del 1993.

Per Piano di Recupero Urbano si intende un sistema coordinato di interventi pubblici e privati finalizzati alla riqualificazione degli insediamenti di edilizia residenziale pubblica. Il programma comprende 31 interventi pubblici e 10 privati.

Di questi ultimi ben 7 sono stati realizzati, tra cui il comprensorio di Via Nosate (proposta n. 4). Per quanto riguarda le opere pubbliche invece è stata realizzata la sola scuola materna del Piano di Zona “La Lucchina”, consegnata il 1° marzo 2009.

Tra gli interventi pubblici previsti, il più significativo per la viabilità è lo spostamento degli elettrodotti al di fuori dell'abitato ed il loro interramento lungo via di Selva Candida, nel tratto in cui la stessa verrà raddoppiata. Quanto ai servizi invece, il Piano prevede la realizzazione di molte scuole, parcheggi e strutture sportive, nessuna delle quali ha visto la luce.

Nel febbraio 2014 il Comune di Roma sbocca 110 milioni di euro per il completamento delle opere previste negli 11 Piani di recupero urbano tra cui il PRU Palmarola-Selva Candida e chiede ai municipi interessati di presentare le priorità.

Il Municipio XIV ha deliberato in merito il 5 marzo 2014, individuando come priorità assoluta la realizzazione del collegamento Esperia Sperani-Casorezzo e come priorità 1 la realizzazione del raddoppio di via Selva Candida da Forno Saraceno a Riserva Grande.

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La storia

Scritto da Ida on . Postato in Selva Candida

A volte la storia dei luoghi ci aiuta a capire anche il presente. E' il caso dell'origine di Selva Candida e del rapporto tra questo luogo e l'antico Impero romano. Nel III secolo, lì dove ora si estende un quartiere con più di 30.000 abitanti c'era un'area ricca di vegetazione, talmente fitta da essere denominata Silva Nigra.

Il luogo era abbastanza lontano dal resto della città e veniva usato per eseguire condanne a morte. Il 10 luglio del 257 d.C. si esegue la condanna di due sorelle, Rufina e Seconda; Rufina viene decapitata, Seconda bastonata a morte. Avevano rifiutato di seguire i loro due fidanzati nella rinuncia all'essere cristiani, a quel tempo motivo di persecuzione e i loro corpi che, come d'uso venivano abbandonati in pasto alle bestie, furono ritrovati inspiegabilmente intatti e cristianamente sepolti. Un bel quadro conservato alla pinacoteca di Brera ci ricorda il loro martirio.

Grazie a questo miracolo Silva Nigra cambierà il nome in Selva Candida. Oggi non abbiamo l'imperatore e non si eseguono condanne a morte, eppure non mancano i martiri in questa parte della città. Sì perché non avere servizi di trasporto pubblico, non avere scuole, non avere centri di aggregazione, non avere la possibilità di camminare lungo marciapiedi crea i "martiri della privazione".

Le povere Rufina e Seconda apparvero in sogno alla matrona romana Plautilla perché raccogliesse i loro corpi. Noi oggi proviamo a suscitare l'attenzione degli amministratori di questa città, perché anche la vita di coloro che abitano a Selva Candida è sacra ed il Comune non può permettere la costruzione di tante case senza preoccuparsi di fornire i servizi necessari, non può permettere il martirio quotidiano dei suoi cittadini.

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