La storia

Scritto da Ida on . Postato in Selva Candida

A volte la storia dei luoghi ci aiuta a capire anche il presente. E' il caso dell'origine di Selva Candida e del rapporto tra questo luogo e l'antico Impero romano. Nel III secolo, lì dove ora si estende un quartiere con più di 30.000 abitanti c'era un'area ricca di vegetazione, talmente fitta da essere denominata Silva Nigra.

Il luogo era abbastanza lontano dal resto della città e veniva usato per eseguire condanne a morte. Il 10 luglio del 257 d.C. si esegue la condanna di due sorelle, Rufina e Seconda; Rufina viene decapitata, Seconda bastonata a morte. Avevano rifiutato di seguire i loro due fidanzati nella rinuncia all'essere cristiani, a quel tempo motivo di persecuzione e i loro corpi che, come d'uso venivano abbandonati in pasto alle bestie, furono ritrovati inspiegabilmente intatti e cristianamente sepolti. Un bel quadro conservato alla pinacoteca di Brera ci ricorda il loro martirio.

Grazie a questo miracolo Silva Nigra cambierà il nome in Selva Candida. Oggi non abbiamo l'imperatore e non si eseguono condanne a morte, eppure non mancano i martiri in questa parte della città. Sì perché non avere servizi di trasporto pubblico, non avere scuole, non avere centri di aggregazione, non avere la possibilità di camminare lungo marciapiedi crea i "martiri della privazione".

Le povere Rufina e Seconda apparvero in sogno alla matrona romana Plautilla perché raccogliesse i loro corpi. Noi oggi proviamo a suscitare l'attenzione degli amministratori di questa città, perché anche la vita di coloro che abitano a Selva Candida è sacra ed il Comune non può permettere la costruzione di tante case senza preoccuparsi di fornire i servizi necessari, non può permettere il martirio quotidiano dei suoi cittadini.

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