Piano di Recupero "Selva Candida": cosa hanno detto i Funzionari dei Dipartimenti di Roma Capitale

Scritto da Luigi Cattivelli on . Postato in PRU-cmb

TRASCRIZIONE audio dell'incontro del processo partecipativo svoltosi il 25 luglio 2017 presso l'Istituto Scolastico di Via Santi Audiface e Abacuc

Quelle che seguono sono le trascrizioni dei tre interventi dei Funzionari dei Dipartimenti di Roma Capitale, disponibili al seguente indirizzo:  http://www.urbanistica.comune.roma.it/partec-recupero-selvacandida/partec-selvacandida-audio.html

Abbiamo voluto riportare i testi per scritto per evitare, a chi fosse interessato, di dover ascoltare e magari riascoltare più volte per comprendere i molteplici importanti contenuti degli interventi stessi.

I due primi interventi sono una lettura dei documenti approntati dai relatori. Ci auguriamo di aver saputo interpretare correttamente le pause e le intonazioni per riportare appropriatamente frasi e periodi oppure dare enfasi utilizzando sottolineature o grassetto.

Il terzo intervento, invece, è stato fatto “a braccio” e pertanto il discorso subisce incertezze, impennate, ripetizioni che hanno reso più difficile la trascrizione. I punti sospensivi (…) sono stati messi là dove ciò si è verificato. Ciononostante confidiamo di aver reso correttamente il senso del discorso.

 

Primo intervento: T. Egiddi.

Ing. Tonino Egiddi - Dirigente tecnico della U.O. Attuazione Aree di Recupero – Opere a Scomputo e di Riqualificazione - Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica – Comune di Roma Capitale.

 

Buonasera a tutti. Per chi non mi conosce sono l’ingegner Tonino Egiddi, dirigente del Dipartimento pianificazione e attuazione urbanistica, e ho la delega della dottoressa Annamaria Graziano che è competente del piano di recupero per introdurre questo contesto in cui si inserisce il piano di recupero che oggi è oggetto del processo partecipativo.

 

Questo piano di recupero interessa il territorio del Municipio XIV ex XIX ed è localizzato appena all’esterno del GRA in un ambito territoriale che è stato interessato negli ultimi venti – trent’anni da una serie di piani attuativi tra i quali annoveriamo i piani particolareggiati delle zone O Palmarola Selva Candida, il numero 10, e il numero 12 Casalotti Mazzalupo, vari piani di zona tra cui Ponderano e Selva Nera, un programma di recupero urbano ex articolo 11 della legge 493 ed altri piani attuativi in corso di approvazione come i toponimi già adottati 19.2 Palmarola via Lezzeno, il 19.12 Pian del Marmo o in corso di adozione come i toponimi 19.6 Pantanelle via Montagnano e il 19.15 Palmarolina, oltre ad altri vari strumenti già previsti nei PRG previgenti tipo zone ex F2 o M2 già convenzionati le cui opere sono completate o in corso di completamento.

 

Siamo in un ambito con una discreta densità abitativa per la maggior parte abusiva preesistente alla pianificazione e in parte a completamento prevista nei piani attuativi, in cui i servizi sono carenti e carenti sono soprattutto le infrastrutture viarie di collegamento con la grande viabilità perché spesso fuori dei perimetri dei piani attuativi.

Solo con il programma di recupero urbano ex art. 11 della 493 del ’93 alla fine degli anni ’90 si sono potute mettere a sistema le varie criticità ed i vari bisogni che però purtroppo non sono ancora realizzabili per la mancanza di risorse economiche pubbliche e private dovute alla mancata attuazione dei vari interventi privati previsti nel programma di recupero stesso.

Con le risorse economiche derivanti dal piano di recupero abbiamo l’occasione di rimodulare le varie opere già previste nel programma di recupero urbano stabilendone le priorità rispetto alle risorse disponibili, opere viarie che senza questo piano di recupero ad oggi non sarebbero realizzabili.

Prevedere un unico scenario in cui sono inserite tutte le opere da realizzare potrebbe apparire più semplice e coerente ma significherebbe rimandare la realizzazione di tutte queste infrastrutture viarie all’approvazione del piano di recupero mentre riteniamo opportuno e necessario anticipare la realizzazione di quelle opere viarie che consentano di risolvere soprattutto l’uscita da via Selva Candida senza che si gravi ulteriormente via Boccea e Casalotti.

 

Nel frattempo che il piano di recupero sia definitivamente approvato, e prevedo che possa essere adottato diciamo a dicembre 2017 e quindi l’approvazione sarà per i successivi un anno e mezzo / due, il mio ufficio dovrà aggiornare o modificare anche rispetto al nuovo codice degli appalti l’attuale convenzione già stipulata con il Dipartimento delle periferie ad esito di un permesso di costruire rilasciato dal SUAP per la realizzazione del centro commerciale.

In tale convenzione è previsto che sia realizzata la bretella che consente di avere l’uscita su via Casal del Marmo e la ristrutturazione di due tratti di via Selva Candida: un primo tratto da via Forno Saraceno a via della Riserva Grande e un secondo tratto che riguarda via Casorezzo.

Nell’aggiornamento della convenzione sarà opportuno che il cronoprogramma di questa convenzione stessa preveda al più presto la realizzazione della bretella che consente di avere l’uscita su via Casal del Marmo e al più tardi la ristrutturazione dei due tratti di via Selva Candida.

Infatti, l’ideale sarebbe che si potesse intervenire sulla ristrutturazione di questi due tratti solo successivamente alla realizzazione del raddoppio di via Selva Candida, almeno per il tratto che va dalla bretella di collegamento con via Casal del Marmo, cioè da via Cremolino, fino al piano di recupero in quanto la ristrutturazione di quei due tratti oggi previsti in convenzione di via Selva Candida comporterebbe con la realizzazione dei marciapiedi un restringimento della carreggiata carrabile.

Ma per la realizzazione del raddoppio di via Selva Candida ad oggi è stato presentato soltanto per un tratto un progetto definitivo dal consorzio degli attuatori degli articoli 11 e manca quindi il progetto definitivo ed esecutivo di un secondo tratto che va fino al piano di recupero e bisognerà attendere l’approvazione del piano di recupero stesso per attingere a quelle risorse economiche e a quel tempo sufficiente che consenta di risolvere i problemi relativamente agli espropri ma soprattutto a quelli legati all’interramento dei cavi degli elettrodotti con Terna e Ferrovie dello Stato.

Infatti all’approvazione del piano di recupero si stipulerà una seconda convenzione che riguarderà le opere pubbliche interne al piano di recupero e il versamento degli oneri che andranno in parte a copertura di questo secondo tratto, cioè quello che va da via Grezzago (o Nosate) fino al piano di recupero.

 

Dal punto di vista della viabilità ritengo che quindi più che la ristrutturazione di questi due tratti sia importantissimo questo raddoppio di via Selva Candida così come è altrettanto importante il collegamento di via Casorezzo con via Esperia Sperani.

Di questo progetto, attualmente a livello definitivo ed esecutivo in elaborazione da parte di Risorse per Roma è in carico e di competenza del Dipartimento dei lavori pubblici, il cosiddetto Dipartimento SIMU, che ne curerà anche l’affidamento in appalto lavori.

 

Ricapitolando avremo:

·     per il Centro Commerciale e il piano di recupero, una prima convenzione che è quella già sottoscritta e da adeguare che ci consentirà al più presto di realizzare la bretella di collegamento tra via Selva Candida con via Casal del Marmo, cercando di posticipare la ristrutturazione dei due tratti di via Selva Candida da Forno Saraceno a via della Riserva Grande e di via Casorezzo, all’approvazione del piano di recupero.

·     una seconda convenzione da stipulare quando il piano di recupero sarà approvato e che riguarderà le opere interne al piano di recupero stesso e il versamento di quegli oneri che andranno in parte a copertura del raddoppio di via Selva candida.

 

Indipendente dal centro commerciale e dal piano di recupero, abbiamo quel progetto che dicevo che andrà in appalto esecutivo che redigerà Risorse per Roma che è il collegamento di via Casorezzo con via Esperia Sperani e sarà curato dal SIMU e l’approvazione del definitivo e del successivo esecutivo per il tratto dalla bretella di collegamento con via Casal del Marmo fino al piano di recupero dove, all’attualità tutte le problematiche legate agli espropri e agli elettrodotti da interrare, mancano circa 3 milioni e 300 euro che per la metà saranno coperti con gli oneri derivanti dal piano di recupero e quindi non prima della sua approvazione.

Ringrazio per la vostra attenzione e passo la parola nel dettaglio ai funzionari dell’ufficio competente per l’approvazione del piano di recupero stesso.


 

Secondo intervento: M. Pizzuti.

Vi do lettura di una relazione illustrativa del piano di recupero che è un po’ la sua storia, anche.

 

L’area oggetto dell’intervento è sita nel territorio del Municipio XIV in località Selva Candida lungo l’omonima via in adiacenza della carreggiata esterna del GRA nel tratto compreso tra gli svincoli Trionfale e Casal del Marmo ed ha una superficie complessiva di mq 105.323.

Dette aree risultano di proprietà della società Rinnovamento Commerciale S.p.A. e CMB Società Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi.

La capacità edificatoria è recepita dagli indici consentiti dal previgente PRG ammettendo un limite massimo di mc 185.890 (92.945 mq di ex zona M2 con indice di due metri cubi a metro quadro).

La precedente proprietà, la società Romana Commerciale S.r.l., otteneva nel 1989 e poi con successive proroghe nel 1994 e nel 1998, regolare concessione edilizia per la realizzazione di numero tre edifici aventi destinazione d’uso commerciale per una cubatura totale di mc 185.842 e in virtù di tale titolo edificatorio si realizzarono e completarono le costruzioni in cemento armato dei fabbricati previsti con le relative coperture.

Il vigente PRG approvato con delibera di consiglio comunale n. 18 del 12 febbraio 2008 prevede per la maggior parte della superficie, 100.836 mq, la destinazione di “città consolidata, tessuti di espansione novecentesca, a tipologia edilizia libera, T3” e per la restante parte, 4.487 mq, la destinazione verde pubblico e servizi pubblici di livello locale.

 

La zona risulta essere interessata dai seguenti piani attuativi: programma di recupero urbano ex art. 11 Palmarola Selva Candida, piano particolareggiato di zona O n. 10 Palmarola Selva Nera, piano particolareggiato di zona O n. 12 Casalotti Mazzalupo, piano di zona B51 bis di via Ponderano.

In data 8 luglio 2008 la Rinnovamento Commerciale e la CMB presentavano all’attuale Municipio XV (errore poi corretto dal lettore: XIV) ex XIX, il progetto preliminare di un intervento che assume quella caratteristica di proposta di piano di recupero di iniziativa privata in via di Selva Candida, relativa alle aree di proprietà.

Contestualmente a detto piano ma esternamente al suo perimetro, in ottemperanza sempre alle richieste del Municipio, provvedevano a presentare anche un progetto preliminare di riassetto delle infrastrutture viarie previste dal programma di recupero urbano e dal piano particolareggiato di zona O n. 12 Casalotti Mazzalupo.

Sull’intervento del piano di recupero e sulla viabilità esterna il Municipio manifestava formalmente, nella deliberazione di consiglio del Municipio n. 26 dell’8 ottobre 2008, il proprio parere favorevole sul progetto di massima esaminato, richiamando peraltro quanto previsto dal regolamento sulla partecipazione dei cittadini.

In data 27 luglio 2009 i proponenti presentano istanza al Dipartimento VI, piano regolatore, e Dipartimento VIII commercio, per l’approvazione del piano di recupero delle opere viarie ad esso connesse e le autorizzazioni commerciali necessarie per la legittima attivazione degli esercizi previsti dal centro commerciale. In sede di conferenza dei servizi, emerge che l’intervento a destinazione commerciale seguirà un iter autonomo rispetto al piano di recupero, che verrà approvato nelle sedi e nelle forme previste dal Dipartimento programmazione ed attuazione urbanistica. A seguito dell’istanza presentata è stata rilasciata dalla U.O. SUAP sportello unico attività produttive, l’autorizzazione alla costruzione ed apertura di grande struttura di vendita centro commerciale metropolitano, superficie di vendita di mq 19.000, la cui attivazione è subordinata all’approvazione di un piano di recupero ed all’esecuzione delle relative opere di urbanizzazione e delle opere così come le ha relazionate l’ing. Egiddi (le opere esterne).

Successivamente, in data 16 maggio 2013, è stata stipulata la convenzione urbanistica predisposta dal Dipartimento politiche per la riqualificazione delle periferie per la realizzazione delle opere pubbliche citate.

 

Il piano di recupero presentato in data 10 settembre 2015 alla U.O. riqualificazione urbana del Dipartimento PAU prevede:

·       Un intervento a destinazione commerciale, mc 109.800. L’immobile avrà una superficie di vendita di mq 19.000 di cui mq 4.614 settore alimentare e mq 14.386 settore non alimentare, composto da 48 esercizi di vicinato, 8 medie strutture di vendita, 2 grandi strutture di vendita e 7 esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;

·       Intervento a destinazione residenziale, mc 74.025 per una totale SUL di mq 23.133 distribuiti su 6 edifici per un totale di 320 alloggi che, per il 30% della superficie utile lorda totale, pari a 96 unità immobiliari, sarà riservato ad edilizia a carattere sociale concentrata negli edifici numero 5 e 6. Nella realizzazione degli edifici saranno applicate tutte le tecnologie riferibili all’architettura bioclimatica ed ecocompatibile;

·       La cessione a Roma Capitale delle aree in cui si realizzeranno:

§   il verde pubblico, per una superficie di mq 18.000 in adiacenza al Parco della Riserva Grande previsto all’interno dell’art. 11 Palmarola Selva Candida e dalla zona O n. 10 di Palmarola Selva Nera,

§   i servizi pubblici, per una superficie di mq 4.022 ove è possibile allocare una scuola materna con n. 3 sezioni per 75 alunni, per una superficie netta di progetto di mq 807,

§   i parcheggi pubblici a raso per una superficie di mq 4.036 situati in maniera baricentrica rispetto alle aree destinate a verde pubblico e a quelle destinate al servizio pubblico e tra i corpi fabbrica dell’edificio commerciale e i corpi fabbrica degli edifici residenziali 1 e 2,

§   la viabilità pubblica che da via di Selva Candida si inserisce nel piano di recupero e ripercorre il perimetro del centro commerciale.

 

Nell’ambito di dette aree saranno previsti i seguenti interventi relativi alla

·       realizzazione di una vasca di laminazione e modellazione delle aree a verde per la raccolta e regimentazione delle acque meteoriche dell’intero piano e di parte della viabilità esterna atta a garantire un’invarianza idraulica come richiesto dagli enti preposti, all’esito nel fosso del Bamboccio.

·       Il comprensorio in esame ricade nelle zone della città per le quali è prevista l’adozione del sistema di fognature di tipo separato. Le aree ricadono all’interno del bacino idraulico del fosso del Bamboccio a cui è previsto verranno convogliate le acque meteoriche.

 

Per il dimensionamento della fognatura pluviale si è adottato il tempo di ritorno di 30 anni con l’evento 30 anni la rete primaria di scaricare nella rete pluviale esistente è assoggettata ad uno scolamento dei volumi eccedenti un prefissato valore di una vasca di laminazione. La vasca di laminazione, vasca volano, è stata dimensionata per invasare il volume eccedente la portata massima di circa 400 litri al secondo.

Per aumentare il grado di sicurezza nei confronti del fosso del Bamboccio il verde pubblico è stato modellato in modo da consentire la possibilità di invasare fino al tempo di ritorno di 200 anni.

Le acque eccedenti, ruscellando sopra le superfici stradali, troveranno accesso alle aree a verde tramiti appositi varchi. Complessivamente il sistema sopra descritto rispetta sia le prescrizioni della autorità di bacino del fiume Tevere che del Consorzio di bonifica Tevere e Agro Romano.

Le acque nere troveranno esito nella fognatura locale esistente su via Verginia Tonelli costituita da un tubolare FI 400 riconnessa a valle in riva destra del fosso del Bamboccio con l’undicesimo tronco dell’adduttrice per acque nere per il risanamento del rio Galeria. Tale adduttrice conferisce le proprie acque mediante un apposito sollevamento all’adduttrice della Maglianella che ha esito finale presso l’impianto di depurazione di Roma Sud in grado di trattare le acque di pertinenza senza alcuna limitazione.

 

Interramento degli elettrodotti esistenti nell’area sulla base dello studio di fattibilità redatto da TERNA Spa, ente proprietario e gestore di entrambi gli elettrodotti.

Lo studio di fattibilità prevede l’installazione di manufatti a discesa e di risalita posizionati in modo tale da mantenere inalterato l’asse degli elettrodotti aerei a monte e a valle di essi. Tra i nuovi manufatti di risalita e discesa i cavi degli elettrodotti saranno interrati e il loro percorso sarà collocato sotto l’asse stradale della nuova viabilità.

Lo studio eseguito da TERNA ha verificato la fattibilità dell’intervento nel rispetto delle normative in tema di inquinamento elettromagnetico ed ha individuato l’esatta collocazione dei cavidotti e le relative fasce di rispetto atte a garantire i livelli minimi dettati dalle norme.

L’intervento prevede la realizzazione di opere di predisposizione (cavidotti) per l’interramento degli elettrodotti esistenti sull’area mediante scomputo di parte del contributo straordinario.

Le proprietà delle aree procederanno poi con contributo volontario ad affidare a TERNA Spa la progettazione e la realizzazione dell’intervento di interramento degli elettrodotti sopra descritto.

 

Esternamente al piano di recupero è prevista una serie di opere viarie funzionale all’intervento che possiamo comunque considerare riassunte nella relazione dell’ing. Egiddi.

 

Sistema di smaltimento delle acque e opere viarie esterne:

·        Collegamento via di Casal del Marmo. È prevista la realizzazione di tutte le opere necessarie per la raccolta delle acque superficiali e della rete fognaria per lo smaltimento delle acque meteoriche. La rete prevede un collettore FI 800 in calcestruzzo e caditoie poste lateralmente alla strada collegate al collettore mediante tubazioni in PVC FI 315. Le acque saranno convogliate su via di Casal del Marmo all’altezza della rotatoria e recapitate previo trattamento in apposita vasca di prima pioggia nel limitrofo fosso della Palmarola in conformità all’autorizzazione rilasciata da Roma Città Metropolitana.

·        Via di Selva Candida. Vista l’impossibilità di posizionare elementi fognari tradizionali per la presenza di sottoservizi, è stato inserito un sistema di raccolta delle acque meteoriche composto da canaletta di raccolta in calcestruzzo drenante posta ai bordi della piattaforma stradale. Detta canaletta presenta caditoie puntuali di raccolta e drenanti posizionate ad intervalli regolari per raccogliere le acque drenate da circa 100 mq di superficie. Il sistema si completa inoltre con due rami di fognatura tradizionale costituiti da caditoie tradizionali allacciate ad un collettore FI 400 in PVC posto sotto la sede del marciapiede che confluiscono da un lato nel nuovo collettore del collegamento via Casal del Marmo - via Selva Candida e dall’altro all’interno della rete di raccolta del piano di recupero con esito nella vasca di laminazione prevista in esso.

·        Via Casorezzo. Il sistema di raccolta è confermato in quello esistente: nella fase di ristrutturazione di via Casorezzo verrà riportato alla piena efficienza.

 

Per ulteriori specifiche sono presenti qui i tecnici delle società proponenti.


 

Terzo intervento: P. Scaglione.

Salve a tutti. Sono Pietro Scaglione del Dipartimento PAU.

Mi sono sempre interessato di opere pubbliche tant’è che stavo al Dipartimento periferie per cui ho un po’ la cronistoria di questo quadrante.

Sono rimasto molto colpito della competenza dei cittadini perché è una cosa molto sentita, giustamente. Io vorrei soltanto evidenziare questa tavola (nota del trascrittore: Tavola 3 del documento “selvacandida_presentazione_light.pdf”) perché devo dire che, al di là di tutto, io mi occupo soltanto delle opere pubbliche che dovrebbero essere realizzate.

Il discorso è questo: al di là di tutti i commenti, praticamente noi abbiamo la possibilità di realizzare tre opere importanti del PRU perché tutto sommato io capisco, diciamo, lo scetticismo dei cittadini perché questi PRU sono stati approvati nel 2005 e siamo nel 2017 e soprattutto a Palmarola ed in altre parti di Roma sono state realizzate poche cose nonostante siano state fatte tantissime volumetrie.

Però, una convenzione fatta nel 2013 col Dipartimento periferie ci permetterebbe di appaltare immediatamente il collegamento di via Casal del Marmo, perché ad oggi il progetto esecutivo validato dalla CMB è un progetto esecutivo: prima sentivo qualcuno che parlava di espropri. Sono rimaste veramente due / tre particelle che il demanio ha sbagliato, quindi cose veramente da poco. Siamo rientrati tutti nelle aree di proprietà comunale e quella è un’opera appaltabile immediatamente.

{Si sovrappone un intervento estemporaneo dal pubblico che ricorda come la dottoressa Iorio avesse posto in dubbio la realizzazione del collegamento e dell’interramento dei cavi dell’alta tensione da parte di TERNA.}

Riguardo al collegamento di via Casal del Marmo, io ho un progetto validato ed integrato di maggio 2017 perché, per quanto riguarda quel fatto degli espropri, il problema è che il demanio aveva sbagliato a volturare delle particelle. Questo è un tecnicismo, comunque è in fase di conclusione quindi da questo punto di vista la realizzazione di quel tratto dello sfiocchettamento è assolutamente realizzabile, a parte fare sempre il discorso di riadattare la convenzione a quello che è il nuovo decreto legislativo 50 come è stato modificato dal 56 del 2017 e questa è una cosa molto importante.

 

Prima parlavamo di una cosa altrettanto importante cioè la realizzazione del raddoppio di via Selva Candida perché la CMB realizzerebbe tutto ciò che è viola quindi parte dell’OP 7, che sarebbe la ristrutturazione di via di Selva Candida e anche la riqualificazione di via Casorezzo.

 

La strada che è per via Esperia Sperani io vi posso dire che ad oggi tutti i fondi regionali, cioè 6.400.000 euro, sono su quell’opera che era stata appaltata con un appalto integrato dal SIMU. Ora il nuovo decreto legislativo non permette più questa procedura comunque Risorse per Roma che ha la competenza di quest’opera ci ha promesso (la fortuna nostra è che il Dipartimento PAU e il Dipartimento LL.PP. hanno lo stesso assessore) per cui quell’opera molto probabilmente sarà realizzata nel più breve tempo possibile cioè ci sono i finanziamenti per farla.

Il decreto di esproprio è del 2015 per cui da quel punto di vista, anche se la competenza è dei LL.PP. quell’opera è realizzabile.

 

Noi stavamo ragionando, e su questo volevamo il vostro contributo, sulla possibilità di realizzare parte di quell’anello verde, la parte del raddoppio di via Selva Candida, che ci permetterebbe l’entrata (e l’uscita no) fino allo sfiocchettamento perché tutta quell’opera purtroppo vale 8.800.000 euro. La 16A e la 16B valgono 8.800.000 euro. Ora noi abbiamo 2.936.000 euro della 16A e la 16B vale 5.754.000: noi nel programma PRU, ma queste sono operazioni che purtroppo … voi sapete che il Dipartimento periferie è stato soppresso e alcune competenze sono state prese dai LL.PP., altre competenze dal PAU, comunque ci stiamo riorganizzando per fare quello che avremmo dovuto fare da sempre, cioè vedere quanti soldi ha in cassa il PRU, e ha in cassa 4.000.000 di euro, più il 1.800.000 che dovrebbe avere l’ACRU ... diciamo gli operatori, noi dovremmo cercare di trovare diciamo la possibilità per farla interamente oppure pensare di fermarci allo sfiocchettamento. Quindi questa operazione … parte della 16B … sostanzialmente dal piano di recupero fino allo sfiocchettamento che sarebbe via Casal del Marmo.

Poi, giustamente è stato ritirato fuori il problema degli elettrodotti, un problema purtroppo nazionale. Questo non è un problema soltanto di Roma, è una cosa che abbiamo tentato … ci sono state varie legislature dove ci sono varie intese e protocolli di intesa con TERNA e con ENEL … naturalmente dobbiamo tutti noi cittadini di Roma trovare la forza di dire che sostanzialmente siccome ENEL e TERNA intervengono a livello nazionale, questa volta c’è la possibilità di realizzare una strada, quindi un interramento … cioè tutti insieme ci dobbiamo mettere per poter realizzare una cosa del genere. Quindi anche questa è l’occasione per evidenziare queste problematiche.

 

Però io ripeto, capisco che io sono avulso dal piano urbanistico però è quello che ci permette di realizzare immediatamente delle opere pubbliche fatte dal soggetto attuatore con naturalmente le garanzie che abbiamo noi come stazione appaltante oppure diciamo vigilanza e quindi questo è il quadro delle opere pubbliche e, sentivo le critiche prima, purtroppo ora noi ci troviamo ad attuare ciò che è stato pensato nel 2005. Sicuramente sono passati tantissimi anni però stiamo operando almeno in un quadro progettato. Questa è una cosa molto importante: non è che stiamo andando così a vista.

 

 

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